Juventus - Napoli Scritto da Antonio La Rosa Sconcertante. Non riesco a trovare altra parola per definire la Juventus che nel giro di un mese incassa la seconda sconfitta di campionato, stavolta in casa, contro il Napoli, che non vinceva a Torino dal 1988, quando si fronteggiavano ben altro Napoli e ben altra Juve.
Che almeno quella volta perse con grande dignità quasi riprendendo una gara che vedeva gli ospiti in netto vantaggio a fine primo tempo (0 – 3, poi 3 – 5 finale, con il quinto, decisivo, gol napoletano su discusso rigore); mente in questo caso un doppio vantaggio è stato sciupato in appena 10 minuti, e il gol vittoria letteralmente regalato non dal solo Tiago, responsabile del rinvio maldestro, ma da tutta la squadra, praticamente ferma a subire il contropiede avversario.
E così gli entusiasmi rinati a seguito del turno infrasettimanale, sono nuovamente scemati e ritornati in amarezza e perplessità della tifoseria intera sul reale valore di questa squadra e dell’allenatore, che proprio in questi momenti si dimostra piuttosto acerbo, e forse non ancora pronto per guidare una squadra in ottica scudetto.
LA TATTICA
Juventus che ripropone il modulo che contro la Samp aveva ottimamente impressionato, 4 – 2 – 3 – 1, ma con due novità, Poulsen al posto dell’infortunato Sissoko (ennesimo infortunio!), e Trezeguet per Amauri; Napoli con un teorico 3 – 4 – 3, in realtà vero 4 – 5 – 1, con il difensore Aronica nella linea di centrocampo e la coppia Lavezzi – Hamsik a supporto dell’unica punta vera, Denis.
Partenza a razzo dei bianconeri, e occasionissima dopo pochi secondi per Giovinco, tiro di pochissimo a lato, ma con il passare dei minuti, mentre la manovra bianconera diventa farraginosa, il Napoli si fa preferire per le ripartenze e alcune azioni sulla fascia destra, nella quale Grosso fatica a contenere Lavezzi o Hamsik, abili a scambiarsi zona con frequenza.
Non a caso le migliori occasioni sono di marca partenopea, ma per fortuna Denis per due volte conclude a lato, e nella terza, Buffon compie una grande parata su botta di Aronica.
Si ci mette anche l’infortunio di Camoranesi, a togliere dal campo ai bianconeri lì elemento più in palla, ma, paradossalmente, poco dopo la Juve passa in vantaggio, perfetto cross in area di Grygera, per Trezeguet che di testa e alla maniera sua insacca a fil di traversa.
E’ questo il momento migliore dei bianconeri, che nel finale di tempo costruiscono ancora qualche valida occasione per raddoppiare, senza risultato però.
Nella ripresa, ancora la Juve in avanti, e dopo qualche minuto, Tiago ha la palla buona, servitagli da Giovinco, per il raddoppio, ma la conclusione, troppo morbida, viene respinta da u difensore.
Il raddoppio però arriva poco dopo, Giovinco, solo in area, approfitta di un rinvio impreciso di Contini, e batte De Sanctis con un perfetto rasoterra.
Gara chiusa? Neanche a dirsi: il Napoli mette in campo Datolo, e sarà la mossa decisiva, il giocatore si piazza sulla sinistra proprio nella zona in cui la Juventus mostra debolezze in copertura, ed infatti, passa un solo minuto che lo stesso Datolo scattato sulla fascia, serve un pallone in area al liberissimo Hamsik, che al volo batte Buffon.
Passano solo 4 minuti e il Napoli pareggia, guarda caso, con Datolo che, su azione d’angolo, trova il tempo per correggere a rete un pallone vagante in area di rigore.
La Juventus prova a riportarsi in avanti, entra Amauri per Poulsen, comincia ad attaccare a testa bassa ma con poche idee, espondendosi ai contropiedi avversari, ed infatti il gol decisivo arriva su un perfetto cambio di campo, e cross in area che Tiago maldestramente rinvia proprio sui piedi del solitario Hamsik che non si fa sfuggire l’occasione di sfruttare il regalo, battendo nuovamente Buffon.
Minuti finali concitati, ma Juve sostanzialmente incapace di pungere, anzi arriva l’espulsione letteralmente inventata dall’arbitro di Amauri.
Ultima beffa di una gara letteralmente gettata alle ortiche.
IL FATTO Dal Paradiso all’Inferno, nel giro di tre giorni, dato che se per la gara di mercoledì avevo ripreso la celebre frase di Fulvio Bernardini, stavolta non posso non dire che giocandosì così si può finire solo all’Inferno.
E’ ormai evidente che a questa squadra difetta la personalità, la mentalità della grande squadra che non si siede mai sugli allori e mantiene sempre alta la tensione, e che purtroppo ha quasi una formazione “obbligata”, in gran parte, per cui mancando qualche elemento, la squadra si sfilaccia, non tiene più l’equilibrio fra i reparti, diventa vulnerabilissima.
Il mese di ottobre ancora una volta è stato fatale ai bianconeri, come la scorsa stagione abbiamo perso contro Napoli e Palermo, quest’anno a campi invertiti, e come la scorsa stagione abbiamo sprecato punti facili contro avversarie non eccelse.
Un modo amaro per evidenziare che tutto sommato non è cambiato granchè, sul piano dei risultati, la squadra non ha fatto in alcun modo il salto di qualità, e a questo punto la fragorosa vittoria di mercoledì ne esce un po’ ridimensionata, nel senso che forse era la Samp ad essere troppo brutta e irriconoscibile, più che la Juventus ad essere stata perfetta o quasi.
C’è come al solito un problema di modulo.
Il 4 – 2 – 3 – 1 è un modulo per il quale io non sono mai stato tanto entusiasta, per la semplice ragione che, se gli equilibri non vengono tenuti correttamente, il risultato è squadra puntualmente spezzata in due e facile preda delle ripartenze veloci avversarie; per ricordare un esempio, giocava così il Real Madrid “galacticos” dei vari Zidane, Ronaldo, Raul, Figo etc., che venne letteralmente schiantato dalla Juventus di Birindelli, Tacchinardi e C., guidata da Lippi.
Perché è un modulo che ha il suo punto forte e di debolezza intanto nella coppia mediana, che deve sapere mantenere le distanze fra i reparti, coprire al meglio ma anche far ripartire al meglio l’azione, e dunque se non copre al meglio, la difesa è sempre scoperta, se non fa ripartire l’azione al meglio, la squadra non trova sbocchi immediati di gioco.
Inoltre, la punta adatta a questo tipo di gioco, è una punta che deve partecipare alla manovra, sapere fare da sponda ai compagni, saper tenere palla e fare salire i compagni, creare spazi agli inserimenti al tiro dei centrocampisti: come dire, tutto ciò che non è e non sarà mai Trezeguet.
Orbene, mancando Sissoko e Marchisio, manca chi sa cucire gli spazi tra i reparti, chi sa accorciare questi spazi, alzandosi o abbassandosi a seconda dell’evolversi dell’azione, Poulsen, che tutto sommato non aveva demeritato almeno per un tempo, è abile solo se deve fare il lavoro “sporco” del mediano di rottura, e dunque Felipe Melo si trova per certi aspetti isolato e costretto a giocare o troppo basso, quasi da difensore, o troppo alto, lasciando spazi enormi alle ripartenze avversarie.
Sta qui a mio giudizio la lettura della gara contro i partenopei, e in questi limiti Mazzarri ha saputo trovare le contromisure, inserendo un altro esterno offensivo, al posto di un difensore, e arretrando un centrocampista, Aronica, che in effetti centrocampista non è.
C’è poi un problema di mentalità, sia dei giocatori, sia del tecnico.
Una grande squadra, in doppio vantaggio, nel corso di una gara difficile e con avversari che danno l’impressione di non volersi arrendere, prova ad addormentare la gara, magari arriva la sostituzione utile per dare maggiore copertura e provare semmai a colpire di rimessa.
Bene: come è spiegabile che si subiscano in queste condizioni di vantaggio, tre reti di cui due in contropiede, e la terza, scaturita da un angolo a sua volta prodotto dalla ennesima ripartenza sulla fascia sinistra?
Squadra che da un lato non sa essere adeguatamente “cinica”, ma anche allenatore che non sa leggere l’andamento della gara e prevedere come si possa evolvere.
Chi vi scrive non è un tecnico di calcio, ma al primo gol di Hamsik ha avuto la percezione che la gara ci stesse sfuggendo di mano, e penso che questa percezione sia stata comune a moltissimi tifosi.
Possibile che nessuno se ne sia accorto in panchina? Possibile che i segnali di scricchiolio manifestatisi già nel primo tempo, non siano stati notati in panchina?
Con questa mentalità e con questi errori di gestione della gara, in campo e dalla panchina, non si va affatto lontano, e le assenze diventano davvero incolmabili.
E questo è l’altro aspetto allarmante, dato che, cambiata la guida tecnica e i preparatori, la costante degli infortuni è rimasta invariata: Del Piero praticamente deve esordire; Sissoko rientrato e subito ri-uscito, Marchisio out, Iaquinta idem, Salihamidzic sparito, Tiago appena rientrato e forse era meglio che stesse ancora a riposo, Cannavaro anche lui con infortunio, recuperato da poco, Diego non ancora al meglio, anche a causa di infortunio dal quale si è ripreso da poco tempo.
Possibile che siano tutti casuali, visto che sono la prosecuzione della serie nera a cui avevamo assistito già nelle stagioni precedenti?
Chiudo infine con una notazione che è un vero e proprio appello al nostro nuovo presidente, Blanc, che assomma su di sé ben tre incarichi, Presidente, Amministratore Delegato e Direttore Generale.
Stasera si è assistiti all’ennesima dimostrazione che la classe arbitrale, totalmente pavida e remissiva contro qualche altra società (di cui non faccio nome né indico i colori sociali azzurri e neri), i cui giocatori possono permettersi di tutto, quando vede invece i colori bianconeri, diventa sempre fin troppo attenta a notare anche quello che non c’è, ed infierire, consapevole che tanto nessuno si turberà o alzerà la voce.
Mi riferisco alla scandalosa espulsione di Amauri, conseguenza non di qualcosa avvenuto davvero (le immagini dimostrano solo un fortuito contrasto di gioco, ed anzi il nostro a cercare di ritirare il piede ed evitare il contatto con De Sanctis), ma della reazione isterica dei giocatori napoletani avventatisi verso il nostro attaccante.
Un rosso diretto immotivato, e nessun provvedimento verso i rissosi napoletani, già graziati in alcune sue unità (leggasi Contini e Paolo Cannavaro) durante la gara.
Presidente, quando avremo il piacere, noi tifosi, di sentire finalmente qualche dirigente bianconero che torna ad alzare la voce e battere nuovamente i pugni sul tavolino?